Rettoria “Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano”

Nel Foro Traiano, vicino alla Colonna Traiana, dove al tempo dell’antica Roma erano le Biblioteche Latina e Greca, si può ammirare una bella Chiesa settecentesca, culminante con una grande cupola, dedicata al SS.mo Nome di Maria.

Le origini risalgono al 1736. Fu edificata sul luogo dove sorgeva la quattrocentesca chiesa di San Bernardo su progetto dell’architetto francese Antoine Dérizet. A quest’ultimo subentrò nel 1743 Mauro Fontana che con Agostino Masucci curò la decorazione interna della chiesa.

La Chiesa è stata costruita dall’Arciconfraternita omonima che ne conserva la proprietà.

Rappresenta uno tra i più grandi Ex Voto in onore della Vergine Maria per la vittoria riportata dalla cristianità contro gli invasori musulmani nella battaglia di Vienna del 1683. La celebrazione del “Santissimo Nome di Maria” fu introdotta da Papa Innocenzo XI in occasione di questa importante vittoria della cristianità e si celebra il 12 settembre.

All’esterno la Chiesa di presenta a pianta ottagonale di cui soltanto cinque lati sono visibili. Sulla fronte le doppie colonne fiancheggianti la porta architravata sostengono il timpano ed il tamburo su cui poggia la cupola alla cui sommità svetta un lanternino. L’ordine inferiore dell’edificio  è coronato da una balaustra adorna di 11 statue di travertino raffiguranti Evangelisti e Profeti.

L’interno è di forma ellittica sovrastrato dalla grande cupola traforata da otto grandi finestroni.

Nella sacrestia e nei locali annessi numerose lapidi ricordano benefattori, benefici spirituali e momenti importanti della ricca storia della Chiesa e dell’Arciconfraternita.

Dal punto di vista artistico è di notevole interesse la Cappella dell’Altare Maggiore, disegnata da Mauro Fontana, con gloria di angeli e nubi di Andrea Bergondi al cui centro è incardinata la venerata icona bizantina della Vergine Maria con Bambino.

Due aquile a doppia testa con triplice corona sono esposte sulle lesene fiancheggianti la Cappella dell’Altare Maggiore a memoria della speciale protezione che l’Imperatore d’Austria Leopoldo I volle concedere per se e per i suoi eredi.

Sul pavimento, di fronte alla Cappella Maggiore, è posta la tomba del Cardinale Pico della Mirandola, fondatore dell’attuale Chiesa, sulla quale è riprodotto, in splendidi marmi policromi, lo stemma gentilizio.

 

 

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